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Polvere di stelle

La Terra non è che un piccolo pianeta inserito in un sistema all’interno di una galassia, la Via Lattea, che conta circa 200 miliardi di stelle e che a sua volta inserito in un sistema ancora più grande composto da un numero indefinito di galassie.

Nonostante visioni di tale immensità e parametri di grandezza, per la mente ordinaria difficili da contenere e comprendere, Einstein disse una frase bellissima:

             “non si può cogliere un fiore senza muovere una stella”

ricordando alla nostra memoria più profonda che TUTTI siamo uniti e partecipi di un TUTTO enormemente più grande ed ogni espressione di vita nell’intero cosmo, dal più piccolo al più grande essere, è interdipendente ed intimamente collegato ad ogni altra da una rete di sottili legami energetici e spirituali che mettono in relazione il più piccolo oscuro atomo alla più lontana e luminosa galassia.

Siamo fatti della stessa sostanza delle stelle, ecco che allora sento l’esigenza di aggiungere nel mio zaino un po’ di Polvere di Stelle (che peraltro mi accende un meraviglioso ricordo di un pezzo di musica Jazz che da bambina, figlia di un appassionatissimo cultore, in casa sentivo spesso. clicca qui e sentilo anche tu!)

“Guardate le stelle e non i vostri piedi.
Provate a dare un senso a ciò che vedete
 e chiedervi perché l’universo esiste.
Siate curiosi.”

Stephen Hawking

Le filosofie orientali affermano da sempre che ogni cosa è connessa e non hanno mai abbandonato questa visione, in occidente invece l’hanno accantonata a favore di una visione più analitica e scomposta.

Oggi anche la fisica quantistica è giunta alla conclusione che due particelle legate tra loro (per esempio originate dallo stesso atomo) mantengono la capacità di influenzarsi anche a grande distanza, in maniera istantanea e con una relazione non-locale perché le particelle sono collegate tra loro al di là del tempo e dello spazio.

Questo fenomeno viene chiamato Entanglement ed ha fatto crollare le certezze della fisica relativistica classica, mettendo in crisi Einstein ed esaltando invece un altro grande genio, Karl Gustav Jung, che affermò che abbiamo un inconscio collettivo e che la natura prevede comportamenti sincronici.

l’Entanglement implica infatti che nell’Universo vige un principio di non-località attraverso cui avvengono fenomeni per i quali è come se in varia misura ogni cosa è in diretto ed istantaneo collegamento con ogni altra, indipendentemente dallo spazio fisico o dal tempo che le separa.

Lo ripeto: indipendentemente dallo spazio fisico o dal tempo che le separa…

Questo significa che si può intervenire su una particella che è qui, oggi e lo stesso effetto si ha su particelle che sono in qualunque punto del mondo o dell’Universo, anche nel passato o nel futuro.   Incredibile?  No, siamo noi che siamo limitati, per il tipo di cultura ed educazione che abbiamo ricevuto negli ultimi 2000 anni.

Può sembrare fantascienza ma è dal tempo dei Veda1 (XX sec. A.C.), delle Upanishad2 (IX-IV sec. A.C.) e arrivando fino a David Bohm3 e alla Teoria quantistica che si afferma che tutto ciò che esiste è l’espressione vibratoria di un ordine che sta sotto la realtà visibile e che la organizza.

Le teorie di Bohm arrivano a definire l’Universo come un ologramma, che sappiamo essere un’immagine tridimensionale. Ma, da buona curiosa, cerchiamo di capire meglio:

oltre ad essere un’immagine tridimensionale, un ologramma ha alcune peculiarità.
Se io prendo, ad esempio, una fotografia normale, questa è a due dimensioni e, se la rompo in pezzettini, per riavere la foto devo necessariamente incollare tutti i pezzettini.
Se invece ho un’immagine olografica, questa è in tre dimensioni e se la rompo in pezzettini… ogni pezzettino ha ancora tutta l’immagine originale pressoché identica.

Diversamente dalle normali fotografie, ogni singolo pezzettino di un ologramma contiene tutte le informazioni possedute dall’intero ologramma.

Non è forse quello che hanno detto gli esoteristi di ogni tempo, a partire da Ermete Trismegisto4?

“ciò che è in basso è come ciò che è in alto e

ciò che è in alto è come ciò che è in basso,

per fare il miracolo della cosa unica”

Ma gli ologrammi hanno un’altra proprietà: se io modifico un pezzettino, nello stesso preciso istante la modifica si ritrova in ogni altro pezzettino.

Quindi… se l’Universo è un immenso ologramma si comprende come un nostro pensiero possa istantaneamente modificare l’Universo stesso.

Ma non solo, possiamo anche comprendere come possano funzionare alcune tecniche come la riflessologia, di qualunque tipo essa sia (plantare, facciale, palmare, etc..), l’iridologia o   le placche del dr.Caligaris riprese dalla dermoriflessologia, la cromoterapia, l’agopuntura (solo per citarne alcuni); tecniche dove si interviene su un organo toccando dei punti lontani dall’organo stesso. 

Bellissimo vero?

Qualsiasi cosa che appare nel nostro mondo deve rispondere ai parametri fondamentali di materia, energia, spazio, tempo, lunghezza d’onda e posizione e non c’è cosa che possa sfuggire a questi parametri anche se, alcuni di questi, possono assumere valori più o meno maggiori.

Tuttavia, la rappresentazione di un oggetto esistente della realtà non si riduce alla semplice quantizzazione di questi parametri ma anche ad una correlazione tra gli stessi, motivo per il quale il numero totale di variabili con cui un sistema può essere descritto aumenta in maniera esponenziale generando quel “qualcosa” che fa la differenza…

“Tutte le cose sono nell’Universo e l’Universo è in tutte le cose,
    noi in quello, quello in noi e così tutto concorre in una perfetta unità”
 Giordano Bruno

Guarda il percorso della Bellezza e seguilo tutto, ti piacerà…


  1. Antichissima raccolta in sanscrito vedico di testi sacri dei popoli arii che invasero intorno al XX secoloa.c.. l’India settentrionale, costituenti la civiltà religiosa vedica, divenendo, a partire dalla nostra era, opere di primaria importanza presso quel differenziato insieme di dottrine e credenze religiose che va sotto il nome di Induismo (fonte: Wikipedia) ↩︎
  2. La parola sanscrita Upanishad è costituita dalle parole SHAD, ‘sedere’, UPA, ‘vicino’ e NI‘imparare. Può essere interpretata nel sedersi vicino e ricevere gli insegnamenti di un Maestro. ↩︎
  3. David Bohm (1917-1992), fisico e filosofo statunitense, una delle menti più originali, geniali e profonde del XX secolo; teorizzò l’esistenza nell’universo di un ordine implicito, che non siamo in grado di percepire, e di un ordine esplicito che percepiamo come il risultato dell’interpretazione che il nostro cervello dà alle onde di interferenza che compongono l’universo. Una delle principali scoperte di Bohm è il “potenziale quantico”, quell’invisibile parametro della fisica in grado di guidare tutta l’esistenza. L’universo di Bohm, partendo dalla fisica dell’infinitamente piccolo, si risolve in una cosmologia del tutto nuova in cui mente e materia convivono in sintonia. ↩︎
  4. Ermete Trismegisto è stata una figura associata anche al dio egiziano Thot – a cui è attribuita la fondazione della corrente filosofica nota come ermetismo. E’ ritenuto anche l’autore della “tabula smaragdina”, un testo sapienziale ritrovato in Egitto, prima dell’era cristiana. Il testo era inciso su una lastra di smeraldo ed è stato tradotto dall’arabo al latino nel 1250, apparve per la prima volta in versione stampata nel De Alchemia di Johannes Petreius (1541).  (fonte: wikipedia) ↩︎

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