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Josè, l’agricoltore innamorato

Josè Garcia Martinez, agricoltore messicano, è analfabeta, almeno per quanto la lingua scritta usata dai suoi colleghi… le piante invece lo comprendono molto bene e glielo dimostrano raggiungendo, dietro sua richiesta, dimensioni, resa e resistenza eccezionali. Cavoli di cinquanta chili, steli di mais alti più di cinque metri, foglie di bietola lunghe più di un metro e mezzo, più di cento tonnellate di cipolle per ettaro contro le normali sedici, otto zucche per stelo invece di due.
Risultati che questo contadino ottiene da quarant’anni, semplicemente ricoprendo le sue piante di elogi e parole dolci.

le piante possono insegnarci a farle crescere meglio, basta ascoltarle. Io non credo nei fertilizzanti chimici, bruciano la terra. Il miglior fertilizzante è la conversazione. Devi imparare a conoscerle, a trattarle delicatamente, loro comprendono, loro sanno…” dice Josè.

Le Autorità messicane sono diventate matte per scoprire il trucco, che sinceramente pensavano ci fosse, ovviamente senza trovare nulla di anomalo! Allora, non sapendo più cosa fare, hanno inviato Josè negli angoli più sperduti del paese, a coltivare altre terre con il suo metodo immutabile: un dialogo intriso di attenta umiltà, immagini mentali con virtù fortificanti, testimonianze di rispetto, pensieri di amore e gratitudine.

Inutile dire che è stato un successo ovunque, le piante, fin dal primo contatto, si sono impegnate a fondo, quasi per compiacerlo o per meritarsi i suoi incoraggiamenti. Insomma, Josè è un grande allenatore e la sua abilità non è solo quantitativa, il sapore e le qualità nutritive dei prodotti delle sue piante sono stati confermati ovunque nel mondo.

Replicare Josè su larga scala vorrebbe dire decretare la fine di Monsanto-Bayer…  laddove la multinazionale, trasformando le piante in organismi geneticamente modificati, prende in ostaggio gli agricoltori per “difenderli contro la natura” vendendo loro semi sterili, Josè e i suoi sempre più numerosi emuli potrebbero invertire il nostro rapporto con il mondo vegetale.

Da un lato abbiamo le manipolazioni genetiche degli apprendisti stregoni, dall’altro il dialogo, il rispetto, l’amore.

E’ come la lotta di Davide contro Golia e le piante sanno bene quali sono i loro alleati…

Noi di Quantum siamo dei piccolissimi, minuscoli emuli di Josè e dobbiamo dire che abbiamo grandi soddisfazioni dalle nostre piantine, che sono ormai diventate parte integrante della famiglia…

Sotto l’attenta osservazione del Grande Faggio Saggio, a cui nulla sfugge, i pomodori rispondono con piccoli cenni quando gradiscono un complimento, le zucchine regalano un ciuffo di nuovi fiori quando glielo chiedi espressamente, l’artemisia annua arriva spontaneamente, portata dal vento o da chissà chi, quando pensi che dovresti cercarla e tante altre meraviglie succedono, tutti i giorni…

Ci piace sempre portare l’attenzione ai movimenti dei rami o all’oscillare dei fusti. Spesso ti accorgi che non è sempre il vento ciò che li fa muovere… ne vedi animare uno in mezzo a tanti immobili, cogli rami ondulare al rallentatore là dove tutto attorno è fermo.

E’ bello osservarli senza cercare giustificazioni, potrebbero semplicemente metterti alla prova o cercare la tua attenzione. E’ bello tenere fermo l’occhio del bambino che accoglie tutto come normale e vero.  Ti senti un po’ magico… la pianta oscilla senza alcuna ragione scientifica ma con un fermo intento, lei oscilla per te! E allora è lì che, con un fugace sguardo di intesa tra due fedelissimi complici, senza farti troppo notare, afferri l’invito e prosegui…

Ricercatori di tutto il mondo studiano da anni le reazioni delle piante e sono tutti concordi nel sostenere che le lusinghe -ed ancor più le testimonianze di un amore sincero– sono gradite alle piante, mentre invece l’ostilità le affligge, soprattutto nella sua forma più espressiva: l’insulto.

Sono ormai famosi gli esperimenti di Masaru Emoto1, che ha dimostrato come il fatto di insultare del riso in una ciotola lo faccia deperire, mentre esprimergli ammirazione ed attaccamento ne assicura la conservazione per diversi mesi a temperatura ambiente.

Per Emoto, che è stato anche un grande specialista nella formazione di cristalli armonici derivanti da pensieri benevoli, è l’acqua, che costituisce il 70% del nostro corpo, ad agire da trasmettitore-ricevitore fra i cereali e noi. Nello specifico del riso, questo possiede cinquantamila geni, ossia il doppio di un essere umano, il che non lo rende necessariamente suscettibile agli insulti, ma denota se non altro un grado di evoluzione che comporta una certa sensibilità nei confronti del mondo esterno.

zainetto

Non possiamo non mettere nello zaino una foglia del nostro Grande Faggio Saggio, ci ricorda (anche se non ce n’è bisogno) che lui è lì per proteggerci

Guarda il percorso della Bellezza e seguilo tutto, ti piacerà…


  1. Masaru Emoto (1943-2014) giapponese naturopata e dottore in medicina alternativa ↩︎

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