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8 passi per il Cambiamento

Se continui a fare quello che hai sempre fatto, continuerai a ottenere ciò che hai sempre avuto
sostiene Warren Bennis, famoso docente di Business Administration della California.
Vero ma… pensando a certe situazioni, mi verrebbe da dire: “Magari!” …
Personalmente credo avesse più ragione Albert Einstein che, in tempi non sospetti, diceva: “:
”Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose”

Il mondo cambia, evolve (a volte involve ma vabbè , questo è un altro discorso..) e noi dobbiamo cambiare con lui, dobbiamo avere la capacità di osservare, vedere, capire, agire.
Dobbiamo cavalcare l’onda, perché l’onda, se non la cavalchi, ti distrugge.

Siamo nel 2020 e se ci guardiamo intorno ci accorgiamo che è proprio cosi: negozi ed attività commerciali che chiudono ogni giorno, tante persone che perdono il lavoro. Crisi? Può essere, ma non è sempre colpa della crisi, molte volte è colpa dell’incapacità di vedere oltre, della miopia che non ci permette di vedere lontano e della presunzione di pensare che non abbiamo bisogno degli occhiali.

La resistenza al Cambiamento è l’ostacolo più grosso alla nostra sopravvivenza e, mi permetto di dire, sia quella professionale che quella personale.

“Abbiamo sempre fatto cosi”  è la frase che più di tutte mi fa rizzare i capelli, quando la sento vedo lo sfacelo o, in rari casi (se va proprio benissimo), la mediocrità.

Reduci dal racconto dei nostri amici pinguini di John Kotter proviamo a vedere il metodo, in 8 passi, che Kotter, docente alla Harvard Business School, suggerisce per gestire il cambiamento (i dettagli sono la mia interpretazione personale, il prof. Kotter mi vorrà perdonare… 🙂 )

Passo nr.1 – Senso di urgenza
E’ necessario volerlo davvero, e quando lo vuoi non vedi l’ora…
Per volerlo davvero, devi avere chiaro dove sei, quali sono gli scenari futuri, quali sono le minacce ma soprattutto… quali sono le opportunità! 
Mi piace sempre dire che “occorre giocare a carte scoperte”, parlare liberamente, confrontarsi con sincerità.
Tutto questo fa venire la voglia di Cambiamento, di novità e… non vedi l’ora di cominciare, di fare, di cambiare!
Adesso.

allenza, 2 persone con tessere puzzle

Passo nr. 2 – Formare alleanza forte
Che sia un’azienda, una famiglia o altro, il discorso non cambia:
bisogna essere compatti e guardare nella stessa direzione.
Ma non basta guardare, bisogna anche remare nella stessa direzione!
Il Cambiamento da solo non arriva, oltre a volerlo bisogna guidarlo e per guidarlo bisogna mettersi al volante e far salire a bordo tutti quelli che non hanno paura di viaggiare in sentieri impervi, il Cambiamento non viaggia in autostrada! 
Il mezzo è capiente, facciamo salire tutti quelli che sono in grado di contribuire, che sostengono l’idea, che hanno la mente aperta, che hanno influenza sugli altri.
Assicuriamoci di avere a bordo competenze diverse, analizziamo a capiamo quali sono le aree deboli, in modo da trovare delle soluzioni.  
La chiave per tutti è Crederci e Diffondere!

Passo nr. 3 – Creare una Visione
Dietro a qualunque Cambiamento c’è sempre una Visione.
Dobbiamo averla chiara, molto chiara.
Per vederla dobbiamo essere divergenti, “buttare giù” tutte le idee, anche quelle che sembrano assurde, a volte un’idea che sembrava assurda diventa la chiave di volta per il successo..
Questa per me è la “fase dei colori”, dei  fogli bianchi (rigorosamente senza righe né quadretti, creano barriere e limitano la creatività ? ), dei pennarelli e delle matite colorate, della fantasia, della creatività e delle discussioni.  
Questo crea Energia e mette a fuoco la Visione sulla quale si convergerà in un momento successivo.
E’ importante in questa fase evidenziare i valori che guidano il cambiamento, individuare delle immagini e delle frasi che riassumano la nostra visione in modo da poterla trasferire in modo semplice ed efficace.

Passo nr. 4 – Comunicare la visione
La comunicazione di una Vision deve distinguersi, deve essere penetrante, deve restare nella mente (e nel cuore) delle persone.
Occorre parlarne, parlarne con sentimento, trasferire l’emozione di quello che si vuole raggiungere.
Ma non basta parlarne, bisogna fare! Fare, Fare, applicare la visione nella quotidianità, perché l’esempio vale più di 1.000.000 di parole.
E poi ascoltare..  ascoltare chi è preoccupato del Cambiamento, ascoltare con attenzione e comunicare la Visione con una modalità che sia sulla sua stessa lunghezza d’onda..
Io credo che la capacità di ascolto sia un valore inestimabile, sul quale merita investire tempo per svilupparlo ed affinarlo.

persona che salta un ostacolo

Passo nr. 5 – Rimuovere gli ostacoli
Questo è uno step delicato, i detrattori ci sono e ci saranno sempre.
I disfattisti, quelli che si impegnano a cercare i difetti con la lente, ma anche quelli che semplicemente non riescono a capire, ad esempio quelli della tribù del “abbiamo sempre fatto così”.
Occorre quindi riconoscere pubblicamente le persone che supportano il cambiamento, individuare chi non lo supporta, parlare, cercare di capire il problema con l’obiettivo unico, preciso e chirurgico di rimuovere la barriera.

Passo nr.6 – Creare obiettivi a breve termine
Il successo è una grande fonte di motivazione, è pertanto importante sentirne il sapore fin dall’inizio.
C’è un piccolo segreto: fare a fette l’elefante!
Non me ne vogliano gli elefanti ma sono ottimi per dare l’idea di una cosa grande, che non si può affrontare tutta insieme.
E’ quindi importante definire degli obiettivi iniziali di breve termine, facili e veloci da raggiungere, che abbiano una ricaduta immediata in termini di visibilità.
Festeggiamo e ricompensiamo chi ci ha dato una mano, anche su piccole cose.
Questo ci permetterà di tenere alta la motivazione, di stare concentrati sull’obiettivo principale e convincere qualche scettico;
non gli irriducibili, per quelli ci va ben altro, per la popolazione dei “NoNoNo” (anche di fronte all’evidenza) occorre un lavoro di cesello, che va giocato in punta di fioretto.
Sono degli ossi duri ma noi abbiamo i denti sani, se la nostra Visione è forte porteremo a bordo anche loro, è solo una questione di tempo.

Passo nr.7 – Costruire il cambiamento
Questo è il passo forse più delicato, dove bisogna stare attenti a non cantare vittoria troppo presto. 
Il vero Cambiamento necessita di tempo, attenzione ed impegno continuo, non dichiariamo troppo presto il successo.
E’ facile cadere in questo errore ed essere preda di facili entusiasmi, il Cambiamento è un percorso, non una volata.
I piccoli obiettivi raggiunti durante il percorso devono darci lo stimolo per continuare e non mollare la presa, non devono essere presi come un traguardo, questo sarebbe fatale. 
Lungo il cammino è sempre necessario tenere nota di cosa è andato bene, cosa è andato male, quali sono i punti di forza e quali quelli di miglioramento.
Individuare nuovi obiettivi per il miglioramento rappresenta creazione di nuovi stimoli, così come far salire a bordo persone nuove porta motivazione e nuova energia.

8 – Incorporare il cambiamento nella cultura

Questo è forse il passo più difficile ma certamente quello determinante!
Occorre far diventare il risultato del Cambiamento un’Abitudine.
E questo vale in qualunque ambito: aziendale, familiare, personale…
Quante volte abbiamo cambiato con decisione qualcosa (piccola o grande che sia)  nella nostra vita per poi ritornare al punto di partenza?
“ho messo a posto la stanza, da adesso sarà tutto in ordine” e dopo 15 gg  la stanza è di nuovo un caos
“ho perso 10 kg con questa dieta fantastica!”  e dopo 3 mesi li hai di nuovo tutti e magari anche di più..

Il Cambiamento occorre assorbirlo e viverlo come un Cambiamento culturale, facendolo nostro.
Solo cosi potrà essere definito tale.
Per fare questo occorre ripercorrere periodicamente le motivazioni ed il cammino fatto, raccontandolo anche alle persone che entreranno nel gruppo a Cambiamento avvenuto e che dovranno acquisire la giusta consapevolezza.


Siamo arrivati al termine, non ci resta che partire!
Quindi… che dire? Buon Cambiamento!


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